La sede decentrata di Nicolosi

La sede decentrata di Nicolosi si trova sul fianco meridionale del vulcano Etna alla quota 700 m, in una posizione strategica che consente di raggiungere rapidamente le aree dell’edificio vulcanico più importanti per le attività di monitoraggio dell’OE. La sede è ospitata in un edificio di proprietà del Comune e concesso in comodato d’uso uso dal 1999 all’ex Sistema Poseidon, Osservatorio Geodinamico Siciliano, sotto la direzione del Prof. Letterio Villari.

Tra il 1999 ed il 2001 l’edificio ha ospitato circa 25 unità di personale, un laboratorio di clinometria e diversi magazzini; inoltre, è stato anche utilizzato come Centro Operativo Avanzato (COA) durante l’eruzione dell’Etna del 2001.

Dopo il trasferimento del personale e dei beni mobili ed immobili del Sistema Poseidon al neocostituito INGV, la sede di Nicolosi è passata nella disponibilità della Sezione di Catania. Dal 2002, dopo il trasferimento di quasi tutto il personale presso la sede centrale della Sezione di Catania, per diversi anni la sede di Nicolosi è rimasta quasi del tutto spopolata ed in disuso, fungendo principalmente da magazzino ed autorimessa.

L’edificio, a due piani più seminterrati, ospita strumentazione geofisica di vario tipo e dispone, oltre agli studi dei dipendenti, di un laboratorio di clinometria, di una sala riunioni da circa 30 posti, di magazzini per i pezzi di ricambio necessari alla manutenzione della strumentazione di monitoraggio, di un’ampia autorimessa per il ricovero delle automobili di servizio e dei mezzi speciali.

Negli ultimi anni, per via della sua posizione strategica per le attività dell’OE e dato il numero crescente di personale presente presso la sede principale di Piazza Roma, la sede decentrata di Nicolosi è stata rivalutata ed ha ripreso la sua piena funzionalità. Al termine di una ulteriore fase di ristrutturazione, il personale presente dovrebbe raggiungere a regime le 20 unità circa e, con i fondi dei progetti Pon Grint e PNRR, è prevista la realizzazione di un laboratorio di vulcanologia per i sistemi osservativi, uno per la rete mobile di sismologia ed una Sala Operativa ridondante.

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La sede decentrata di Nicolosi dell’INGV-OE vista dall’ingresso

Centro Informativo INGV di Stromboli

CI Eolie 03bIl Centro Informativo INGV di Stromboli è stato inaugurato nel 1998, situato lungo la Marina Garibaldi, punto strategico per l’attività di informazione poiché ubicato sul lungomare dell’isola, a circa 5 minuti dal porto.

La funzione del Centro è quella di fornire supporto logistico per le attività di monitoraggio e di ricerca e, allo stesso tempo, di garantire ai visitatori una corretta informazione scientifica sul vulcanismo delle isole Eolie e sul rischio ad esso connesso. Il Centro è dotato di alloggi per il personale autorizzato e di una Sala Visitatori.

Durante i periodi di apertura al pubblico, l’Istituto utilizza la Sala Visitatori, un locale appositamente progettato, per fornire informazioni sui vulcani attivi, sulle più semplici dinamiche della vulcanologia e sulla geologia dei luoghi che gli escursionisti andranno a visitare con l’obiettivo di integrare la limitata valorizzazione dei Vulcani con la crescita della conoscenza, per far avvicinare i visitatori al mondo dei vulcani in modo consapevole e corretto dal punto di vista scientifico, illustrando inoltre, quali risorse l’INGV mette in campo per controllare, analizzare e meglio comprendere questa superba manifestazione della natura.

Il percorso espositivo della Sala Visitatori è caratterizzato dai tradizionali strumenti espositivi: pannelli, teche, video ed una piccola biblioteca dedicata al vulcano di Stromboli e al progetto EDURISK, in questo ultimo anno potenziato con strumenti interattivi che permettono di visualizzare in tempo reale l’attività di monitoraggio e sorveglianza geofisica e geochimica dei vulcani attivi delle isole Eolie e di poter effettuare collegamenti con le Sale Operative di Catania, Napoli e Roma.

Osservatorio Geofisico di Lipari

Nell’ambito delle attività dell’Istituto Internazionale di Ricerche Vulcanologiche (I.I.R.V.) ideate da Alfred Rittmann (1893-1980) (link alla biografia), Giorgio Marinelli (1922-1993) e Haroun Tazieff (1914-1998) si diede il via all’ambizioso progetto di realizzare una rete sismica nel Tirreno meridionale, area di straordinario interesse geofisico fino ad allora sismometricamente non coperta. In particolare, la proposta di realizzare una rete sismica nel basso Tirreno fu avanzata nel settembre del 1966 da Tazieff, e un anno dopo nacque l’Osservatorio Geofisico di Lipari nell’arcipelago delle Isole Eolie (Fig. 1) che è stato sviluppato, fino all'anno 2000, nel solco delle attività promosse dall'Istituto Internazionale di Vulcanologia (IIV) del CNR di Catania.

fig 1 Oss Lipari

Fig.1 L’Osservatorio Geofisico di Lipari visto da Nord, sullo sfondo il cono della Fossa di Vulcano.

 

Allo scopo venne attrezzata la sede ormai in disuso di un semaforo della Regia Marina su un promontorio a sud dell’isola che domina l’arcipelago; tale strategica ubicazione si rivelò ideale per la centralizzazione dei dati sismici forniti da una prima rete sperimentale e per la sorveglianza diretta del Gran Cratere di Vulcano. Nel giugno del 1967 vennero effettuate le prime registrazioni sismologiche finalizzate allo studio dei fenomeni vulcanici superficiali e della struttura profonda del basso Tirreno, tramite una rete essenziale di sismometri Willmore MK II messi a disposizione dall’International Seismological Center e una coppia di sismometri Rocard ZM30. Un primo sistema di acquisizione basato sulla registrazione su supporto magnetico dei segnali provenienti dalle stazioni sismiche di Lipari (sede), Vulcano (Forgia Vecchia e Vulcano Piano), Stromboli (Timpone del fuoco), restituiva su carta i sismogrammi.

La Rete Sismica delle Isole Eolie assume carattere permanente a partire dai primi anni ‘70, quando la sede ormai dotata di energia elettrica e di strumentazione all’avanguardia, avvierà la registrazione in continuo dei dati finalizzata alla sorveglianza sismica e vulcanica dell'area (Fig. 2).

fig 2 Oss Lipari

Fig.2 Emanuele Lo Giudice, ricercatore dell’Istituto Internazionale di Vulcanologia (IIV), alle prese con l'antenna radiotelefonica posta sul tetto dell’osservatorio.

 

Parallelamente prende forma una rete geodetica con l'installazione tra Lipari e Vulcano di diversi caposaldi per il posizionamento di strumenti optometrici ad alta precisione (teodolite e geodimetro laser) che rilevavano le deformazioni lente del suolo.

Moderne stazioni multiparametriche sono oggi distribuite in tutto l'arcipelago, con una maggiore densità di sensori a Stromboli e Vulcano. Nella sala acquisizione dell'Osservatorio di Lipari viene monitorato lo stato di funzionamento di larga parte della Rete Multiparametrica Permanente delle Isole Eolie, i cui dati una volta acquisiti sono trasferiti in tempo reale alle sale operative delle sezioni di Catania (Osservatorio Etneo) e di Napoli (Osservatorio Vesuviano) dell’INGV. L’Osservatorio di Lipari garantisce ormai da 50 anni un costante monitoraggio dell’arcipelago eoliano, finalizzato alla sorveglianza sismica e vulcanica, secondo gli accordi con il Dipartimento di Protezione Civile Nazionale e Regionale. La struttura è in grado di accogliere visitatori, offrendo spazi divulgativi sui vulcani e sugli aspetti tecnologici della rete multiparametrica. La recente dotazione di nuove infrastrutture di telecomunicazione (fibra ottica, dorsale wireless) oltre a garantire la dovuta ridondanza dei dati geofisici (indispensabile in caso di calamità), apre la strada all'implementazione di nuovi sistemi e servizi di allerta per la mitigazione dei rischi: tsunami, vulcanico e sismico.

 

Bibliografia

Di Prima S., Manni M., Marturano M., Patanè D., Pellegrino A., 2010. L’Osservatorio Geofisico di Lipari e i 40 anni della Rete Sismica Permanente del Tirreno meridionale. Quaderni di Geofisica. ISSN 1590-2595 Anno 2010_Numero 81.

Lo Giudice E.,(1973). L’Osservatorio Geofisico di Lipari e la rete sismica del Basso Tirreno. Estratto dalla rivista Stromboli, I.I.V-C.N.R., Messina.

I Centri Informativi INGV di Vulcano e Stromboli

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), oltre ad operare il servizio di monitoraggio dei vulcani attivi presenti nell’arcipelago delle isole Eolie, gestisce i Centri Informativi di Vulcanologia.

CI Eolie 01bNel 1990 è stato inaugurato il Centro Operativo di Vulcanologia “M. Carapezza” situato presso l’isola di Vulcano, a cui si è aggiunto nel 1998 quello di Stromboli; la funzione dei due Centri è stata sempre quella di fornire supporto logistico per le attività di monitoraggio e di ricerca e, allo stesso tempo, di garantire ai visitatori una corretta informazione scientifica sul rischio vulcanico. CI Eolie 03b

Durante i periodi di apertura al pubblico, vengono utilizzate le Sale Visitatori, locali appositamente progettati, per fornire informazioni sui vulcani attivi, sulle più semplici dinamiche della vulcanologia e sulla geologia dei luoghi che gli escursionisti andranno a visitare con l’obiettivo di integrare la limitata valorizzazione dei Vulcani con la crescita della conoscenza, sulla loro storia e sui rischi che un vulcano rappresenta, far avvicinare i visitatori al mondo dei vulcani in modo consapevole e corretto dal punto di vista scientifico, illustrando anche quali risorse l’INGV mette in campo per controllare, analizzare e meglio comprendere questa superba manifestazione della natura. Un’attività di divulgazione rivolta ad  un pubblico interessato alla materia che, il più delle volte, concluderà la permanenza alle Eolie con la salita ai crateri.

CI Eolie 07bIl percorso espositivo delle Sale Visitatori caratterizzato dai tradizionali strumenti espositivi (pannelli, teche, video, ecc.) in questo ultimo anno è stato potenziato con strumenti interattivi che permettono di visualizzare in tempo reale l’attività di monitoraggio e sorveglianza geofisica e geochimica dei nostri vulcani attivi.CI Eolie 10b

Utilizzando le tecnologie disponibili vengono presentati ai visitatori eventi naturali ed aspetti pericolosi (terremoti, eruzioni vulcaniche e fenomeni associati), così da illustrare a scopo divulgativo il ruolo della ricerca nelle dinamiche della  prevenzione dai rischi naturali. Un percorso espositivo immaginato in modo da permettere una fruizione dell’informazione scientifica a diversi livelli di approfondimento e quindi indirizzato ad un pubblico diversificato, sia per quanti visitano l’arcipelago eoliano che per i residenti delle Isole Eolie.

L’attività realizzata presso le Sale Visitatori dei Centri è un’attività di divulgazione scientifica il cui l'obiettivo è quello di accogliere ed informare i visitatori sul vulcanismo eoliano e sui rischi ad esso connessi. Nel periodo estivo quest’attività viene effettuata con il coinvolgimento degli studenti universitari appartenenti ai Dipartimenti di Scienze delle più importanti Università Italiane. Gli studenti che partecipano all’iniziativa vengono affiancati da esperti dell’INGV o delle Università coinvolte il cui compito è essenzialmente quello di organizzare l’attività degli studenti in Sala Visitatori e offrire un supporto di conoscenza e di esperienza agli studenti, accrescendo il loro bagaglio di conoscenze specifiche. Quest’attività ha elevato valore culturale e rappresenta per gli studenti universitari coinvolti un’ottima opportunità di formazione.CI Eolie 09

La consapevolezza che convivere con i rischi naturali, in particolare sismico e vulcanico, sia possibile, e che la diffusione di informazioni scientifiche aggiornate e tali da consentire una conoscenza approfondita del territorio, è il miglior strumento per avviare strategie di prevenzione e riduzione dei rischi naturali. Principio questo che sintetizza perfettamente il valore dell’attività di divulgazione nell’ambito della ricerca scientifica.CI Eolie 08

Il lavoro dei Centri di divulgazione è la risposta più efficace alla richiesta di informazioni di diverso tipo sia per chi si avvicina per la prima volta ai due Vulcani attivi sia per la popolazione residente esposta al rischio.

Osservatorio vulcanologico di Pizzi Deneri

L'Osservatorio vulcanologico di Pizzi Deneri rappresenta un laboratorio di ricerca d’alta quota unico al mondo in quanto localizzato in un sito straordinario per il monitoraggio del vulcano Etna per la sua distanza di soli 2 km dai crateri sommitali. Dopo la distruzione dello storico Osservatorio Etneo dell’Università di Catania, sito a quota 2940 m s.l.m nel versante Sud, durante l’eruzione del 1971, l’allora direttore dell’Istituto Internazionale di Vulcanologia del CNR di Catania, Letterio Villari, nel 1974 propose la costruzione di un nuovo osservatorio vulcanologico d’alta quota. Tale osservatorio fu realizzato fra il 1975 e il 1978 sul versante Nord dell’Etna in una posizione sicura rispetto al rischio di invasione lavica, in un’area corrispondente al rilievo morfologico di Pizzi Deneri ad una quota di 2818 m s.l.m.. In particolare, l’osservatorio fu costruito grazie alla tecnica Binishell, ideata da Dante Bini; tecnologia che consiste nella costruzione di strutture a cupola mediante l’insufflazione di aria compressa tra due teli di plastica racchiusi tra reticolati di metallo elastico e cemento (Fig. 1 e 2). Il risultato è una struttura autoportante, ecologica e particolarmente resistente a condizioni meteo estreme. Alla profondità di circa 10 m sono state realizzate due gallerie ortogonali della lunghezza di 80 m ciascuna, destinate ad ospitare dei clinometri a base lunga per la misura delle deformazioni del suolo, che nel tempo si sono evoluti da sistema ottico-micrometrico a un sistema con lettore laser. Nei decenni successivi è stato notevolmente sviluppato il sistema di strumentazioni di monitoraggio dell’osservatorio che attualmente ospita, oltre il sopracitato clinometro, le seguenti stazioni: gravimetrica, sismica, GPS, infrasonica, oltre ad un strain meter in pozzo e un interferometro laser.
Il sistema di monitoraggio dell’Osservatorio vulcanologico di Pizzi Deneri, che è in fase di potenziamento nell'ambito del progetto PNRR denominato MEET, rappresenta la punta di diamante del complesso sistema di monitoraggio e sorveglianza del vulcano Etna che l’Osservatorio Etneo-Sezione di Catania dell’INGV gestisce e sviluppa a seguito del Decreto Legislativo n. 381 del 29 settembre del 1999.

 

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Fig. 1. Fase di costruzione delle due cupole dell’osservatorio vulcanologico di Pizzi Deneri realizzate con la tecnica Binishell (Foto archivio INGV_OE)

 

Fig2 osservatorio pizzi Deneri

Fig. 2. L’osservatorio vulcanologico di Pizzi Deneri nell’estate del 1978. Per gentile concessione di Letterio Villari.