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Il parossismo dell'Etna del 2 dicembre 2013

Fig. 1. Fontana di lava e colonna eruttiva durante il parossismo del 2 dicembre 2013, visto da Fiumefreddo di Sicilia, sul basso versante nord-orientale dell'Etna. Foto di Alessandro Lo Piccolo, pubblicata qui con gentile permesso dell'autore.

Nella serata del 2 dicembre 2013, il Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC) dell'Etna ha prodotto un nuovo episodio eruttivo parossistico, il 19° dell'anno 2013, e il 44° nella serie di episodi parossistici iniziata a gennaio 2011, quattro giorni dopo l'episodio precedente. Questo episodio ha prodotto alte fontane di lava e diverse colate di lava verso sud, sud-sudest, sudest e nordest, nonché una colonna eruttiva carica di materiale piroclastico (Fig. 1), che è stata piegata dal vento verso ovest-nordovest. Ricadute di materiale piroclastico sono state segnalate nell'area di Bronte, sul fianco occidentale del vulcano, ma anche più lontano, a Castelbuono nel palermitano.

Preludio

Nel pomeriggio del 2 dicembre si è osservato una ripresa graduale dell'attività stromboliana al NSEC; contemporaneamente i sistemi di sorveglianza sismica ed infrasonica dell'INGV-Osservatorio Etneo (INGV-OE) hanno mostrato un aumento dell'ampiezza del tremore vulcanico e segnali corrispondenti all'inizio di una debole attività stromboliana. Nel corso delle ore successive, tale attività si è gradualmente intensificata durante la prima serata. Ancora una volta, l'osservazione visiva del fenomeno è stata resa difficile dalle condizioni meteorologiche proibitive, però nell'intervallo dalle ore 18:25 fino alle 19:05 GMT (=ore locali -1) l'attività è stata osservata direttamente da personale INGV sul versante meridionale del vulcano. In questo intervallo, le esplosioni stromboliane avvenivano ad intervalli di 2-5 secondi, lanciando materiale piroclastico incandescente fino a qualche decina di metri sopra l'orlo craterico.

Fig. 2. Fontana di lava del NSEC sopra le nuvole alle ore 21:05 GMT del 2 dicembre 2013, vista da Tremestieri Etneo sul fianco meridionale dell'Etna. Foto di Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

Parossismo

L'evoluzione dell'attività eruttiva da stromboliana a fontana di lava non è stata osservata direttamente a causa della copertura nuvolosa sul vulcano, però poco dopo le ore 20:00 GMT, i segnali visibili sulle tracce sismiche e l'ampiezza del tremore vulcanico hanno assunto il carattere comunemente osservato durante le fontane di lava. Contemporaneamente, un intenso bagliore è apparso sopra le nuvole che coprivano il vulcano; alle 20:50 GMT dal versante meridionale etneo erano visibili, in maniera intermittente fra le nuvole, dei getti continui di lava alti diverse centinaia di metri (Fig. 2). Una colonna eruttiva carica di materiale piroclastico si è alzata diversi chilometri sopra la cima dell'Etna prima di essere piegata dal vento verso ovest-nordovest (Fig. 1). In tutto il versante occidentale del vulcano gli abitanti hanno percepito forti boati causati da potenti esplosioni che hanno accompagnato la fase di fontana di lava. Ricadute di lapilli sono state segnalate da Bronte e dintorni, mentre il materiale più fine è stato portato fino a Castelbuono in provincia di Palermo, distante circa 80 km dall'Etna.

Fig. 3. Forti esplosioni alla fine della fase di fontane di lava del parossismo del 2 dicembre 2013 al NSEC, e colata di lava diretta verso sud-est (a sinistra). Si nota anche l'inizio di formazione della piccola colata di lava verso nord-est, più a destra, formando un punto più luminoso sul fianco del cono. Foto ripresa da Macchia di Giarre da Walter Contarino e pubblicata qui con gentile permesso dell'autore.

Durante la fase di fontana di lava, si è formato un trabocco di lava attraverso la frattura che aveva tagliato il fianco sud-orientale del cono durante il parossismo del 28 novembre; questo flusso lavico, ben alimentato (Fig. 3), si è riversato sul ripido versante occidentale della Valle del Bove prendendo un percorso più a sud rispetto a molte delle colate laviche emesse durante i parossismi del 2011-2013. Un'altra colata di lava è stata messa in posto sul versante sud-sudest del cono, un'altra ancora, molto piccola, si è formata sul fianco nord-orientale del cono (Fig. 4). Una quarta colata di lava è stata segnalata sul fianco meridionale del cono, ma le pessime condizioni di visibilità in quella direzione ha precluso una precisa osservazione di questa colata.

Fig. 4. Il NSEC (in alto) e le colate laviche emesse verso sud-sudest (a sinistra), sud-est (da centro fino a sinistra in basso) e nord-est (a destra) alla conclusione dell'episodio eruttivo parossistico nella tarda serata del 2 dicembre 2013. La vista è da Santa Venerina, sul fianco sud-orientale dell'Etna. Foto di Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

La fase di fontana di lava si è conclusa intorno alle ore 22:30 GMT, ed è stata - come ormai di consuetudine - da una sequenza di forti esplosioni accompagnate da boati udibili nelle zone popolate intorno al vulcano. Tali esplosioni sembrano essere continuate almeno fino alla mattinata del 3 dicembre, però le persistenti cattive condizioni meteorologiche non hanno permesso osservazioni dirette dell'attività. Nel tardo pomeriggio del 3 dicembre, quando le nuvole si sono aperte, non c'era attività visibile al NSEC.

Il parossismo del 2 dicembre 2013 è stato più intenso e più breve di quello precedente (28 novembre), senza però raggiungere il livello di violenza dell'episodio del 23 novembre. Sembra più importante il volume di lava emessa in questo evento, che è di circa 0.7 x 106 m3 (Fig. 5; vedi anche il rapporto completo sulla mappatura dei campi lavici del 28 novembre e del 2 dicembre 2013). Il cono del NSEC è ulteriormente cresciuto; la ricaduta abbondante di materiale piroclastico verso WNW ha fatto completamente scomparire l'ex "sella" fra i due coni del Cratere di Sud-Est, il più vecchio dei quali è diventato quasi indistinguibile da quello nuovo.

Fig. 5. Mappa delle colate emesse dal NSEC il 28 Novembre e il 2 Dicembre 2013 e NSEC aggiornato ad ottobre 2013 (DEM agosto 2007). BN = Bocca Nuova; SEC = Cratere di Sud-Est; NSEC= Nuovo Cratere di Sud-Est

Sismologia

Anche nel caso della fontana del 2 dicembre 2013, i segnali sismici ed infrasonici hanno mostrato importanti variazioni. Le ampiezze di tali segnali sono iniziate ad aumentare alle 16:00-17:00 GMT del 2 dicembre (Fig. 6). I valori massimi di ampiezza sono stati registrati alle 22:00 GMT circa dello stesso giorno, durante l’attività di fontana di lava. Tali valori di ampiezza sono diminuiti drasticamente nelle 2-3 ore successive.

Fig. 6. RMS del segnale sismico (linea blu) e infrasonico (linea rossa) acquisiti dalla stazione ESLN (Serra La Nave) nella banda 0.5-5.5 Hz nel periodo 30 novembre - 3 dicembre 2013.

Nel periodo 30 novembre – 3 dicembre 2013 sono state individuate 2 sorgenti infrasoniche: VOR/BN e NSEC (Fig. 7c,d,e). La VOR/BN ha generato eventi infrasonici sia prima che dopo l’attività esplosiva. NSEC ha prodotto eventi infrasonici durante l’attività stromboliana e di fontana di lava. E’ da notare come il numero degli eventi infrasonici durante la fontana di lava si riduca drasticamente (fino a zero) a causa del forte tremore infrasonico, che ha impedito la detection e localizzazione degli eventi (Fig. 7a).

Fig. 7. (a) Numero orario degli eventi infrasonici registrati nel periodo 30 novembre – 3 dicembre 2013. (b) Ampiezza picco-picco degli eventi infrasonici. (c,d) Longitudine e latitudine delle sorgenti degli eventi infrasonici. (e) Mappe del Mt. Etna con le localizzazioni degli eventi infrasonici (cerchi neri) nel periodo 30 novembre – 3 dicembre 2013. I raggi dei cerchi sono proporzionali al numero degli eventi infrasonici localizzati al centro del cerchio (vedi legenda nell’angolo in basso a destra delle mappe). Gli acronimi VOR/BN e NSEC indicano la Voragine/Bocca Nuova e il nuovo Cratere di Sud-Est. Le linee rosse in (c,d) indicano le coordinate dei crateri sommitali (NSEC e VOR/BN) attivi dal punto di vista infrasonico durante il periodo 30 novembre – 3 dicembre 2013.

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