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Il parossismo dell'Etna del 28 novembre 2013

Fig. 1. Colate di lava sui fianchi est-nordest, orientale e sud-orientale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est alla fine dell'episodio parossistico del 28 novembre 2013, viste da Fiumefreddo, a nord-est del vulcano. Foto scattata da Francesco Mangiaglia e pubblicata qui con gentile permesso dell'autore.

Nella serata del 28 novembre 2013, il Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC) dell'Etna ha prodotto un ulteriore episodio eruttivo parossistico, il 18° dell'anno 2013, e il 43° nella serie di episodi parossistici iniziata a gennaio 2011, cinque giorni e mezzo dopo l'episodio precedente. Questo episodio è stato caratterizzato da una durata più lunga e un'intensità inferiore rispetto all'episodio del 23 novembre; sono invece state emesse diverse colate di lava verso sud, sud-est, est e nord-est (Fig. 1). Inoltre, si sono attivate diverse bocche eruttive nella fase calante dell'episodio, portando fra altro alla fratturazione del fianco sud-orientale del cono. Ricadute di materiale piroclastico sono state segnalate a nord-est del vulcano.

Preludio

Questo episodio non è stato preceduto da un preludio ben evidente; nella mattinata del giorno 28 novembre tutti i parametri monitorati hanno evidenziato uno stato di quiete, salvo qualche debole emissione di gas dal NSEC, e nella notte precedente sono stati osservati sporadici e debolissimi bagliori provenienti dal cratere. Questo stato di quiete è durato fino al medio pomeriggio del 28 novembre, quando i sistemi di sorveglianza sismica ed infrasonica dell'INGV-Osservatorio Etneo (INGV-OE) hanno mostrato un improvviso aumento dell'ampiezza del tremore vulcanico e segnali corrispondenti all'inizio di una debole attività stromboliana, che si è rapidamente intensificata per passare a basse fontane di lava accompagnate da emissione di cenere nel tardo pomeriggio. L'osservazione visiva del fenomeno è stata resa difficile dalle avverse condizioni meteorologiche, anche se alcune telecamere non operate dall'INGV-OE hanno, in maniera intermittente, trasmesso immagini dell'attività in corso.

Parossismo

L'inizio di abbondante emissione di materiale piroclastico, presumibilmente in forma di fontana di lava, è stato segnato dal radar doppler VOLDORAD 2B (operato in collaborazione con l’OPGP di Clermont-Ferrand, Francia) installato sulla Montagnola, alle ore 15:55 GMT (=ore locali -1) del 28 novembre 2013. Per alcune ore l'attività era pressoché invisibile, però dopo le ore 18:00 GMT le condizioni di visibilità sono gradualmente migliorate, permettendo di constatare un'attività di fontana di lava con getti alti più di 500 m, prodotta da un'unica bocca eruttiva all'interno del NSEC. Dopo le ore 19:00 GMT, l'attività è passata a quasi continue esplosioni stromboliane molto violente e fontane di lava pulsanti, praticamente identica all'attività osservata durante il parossismo del 16-17 novembre, con l'esplosione di numerose bolle di magma (Fig. 2), che hanno prodotto visibili "onde d'urto" ("flashing arcs" sensu Perret, 1912) e fortissimi boati udibili, come anche in diverse altre occasioni durante i parossismi precedenti, fino a molte decine di chilometri di distanza dall'Etna. Sul canale YouTube dell'INGV-OE è disponibile un video che mostra, nel primo minuto, questo tipo di attività vista da Tremesteri Etneo, ad una distanza di 20 km a sud dal NSEC. Guarda il video

Fig. 2. Due frames catturati dalla telecamera visiva dell'INGV-Osservatorio Etneo sulla Montagnola (EMOV) alle ore 19:43-20:33 GMT del 28 novembre 2013, che mostrano alcune delle forti esplosioni che hanno caratterizzato il parossismo durante gran parte della sua durata.

Nell'intervallo fra le ore 20:15 e 20:30 GMT si è formato un trabocco di lava sul fianco meridionale del cono, in corrispondenza dell'ex "sella" fra i due coni, sovrapponendosi alle colate laviche emesse sullo stesso fianco durante i parossismi precedenti ed espandendosi sul pianoro alla base meridionale del cono. In questa fase, l'attività esplosiva alla bocca eruttiva - che era tuttora la stessa, unica, bocca ubicata al centro del cratere - mostrava una notevole diminuzione d'intensità. Tuttavia, verso le ore 20:50 GMT, si è attivata una seconda bocca eruttiva, probabilmente ubicata nella parte orientale del cratere, che ha prodotto un getto sottile e fortemente inclinato di lava incandescente (Fig. 3).

Fig. 3. Attivazione di una bocca nella parte orientale del NSEC verso le ore 20:50 GMT del 28 novembre 2013, che produce un getto incandescente fortemente inclinato (a destra); si nota inoltre l'attività relativamente ridotta alla bocca principale (al centro). Immagine ripresa da Tremestieri Etneo (20 km a sud dal NSEC) da Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

Il getto inizialmente obliquo emesso dalla bocca orientale si è successivamente verticalizzato, raggiungendo spesso altezze intorno a 200-250 m (ben più alto che i getti emessi dalla bocca principale). A partire dalle 21:30 GMT, si sono osservate ripetute esplosioni da una bocca posta nella parte sud-orientale del cratere, che sono state seguite da emissioni di cenere (Fig. 4); tale attività è continuata fino alle 22:05 circa, quando le esplosioni da questa nuova bocca dono diventate notevolmente più forti, e poco dopo una nuova fontana di lava si è alzata dall'alto fianco sud-orientale del cono, spesso aumentando di altezza dopo le esplosioni più forti della bocca principale. Contemporaneamente si è osservata l'emissione di una colata di lava da una fonte posta sul medio fianco nord-orientale del cono (Fig. 5). Poco dopo le ore 21:45 GMT, si sono inoltre osservate delle emissioni di cenere dal Cratere di Nord-Est, che hanno generato anche delle deboli anomalie nelle immagini della telecamera termica posta a Monte Cagliato (EMCT), sul versante orientale dell'Etna.

Fig. 4. Emissione di cenere da una nuova bocca nella parte sud-orientale del NSEC, alle ore 21:35 GMT del 28 novembre 2013. A sinistra si vede la colata di lava emessa sul versante meridionale del cono. Immagine ripresa da Tremestieri Etneo (20 km a sud dal NSEC) da Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

Fig. 5. Apertura di una frattura eruttiva sul fianco sud-orientale del cono del NSEC, ore 22:15 GMT del 28 novembre 2013. Si nota la presenza di due nuove colate di lava, una diretta verso est (a destra), che dalle ore 22:00 GMT circa sta uscendo da una bocca sul medio fianco est-nordest del cono; l'altra (al centro) sta emergendo dalla parte bassa della nuova frattura eruttiva. Immagine ripresa da Tremestieri Etneo (20 km a sud dal NSEC) da Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

L'attivazione della bocca sud-orientale è stata seguita dall'apertura di una nuova frattura eruttiva sull'alto versante sud-orientale del cono del NSEC, dalla cui parte più bassa è stata emessa una colata di lava ben alimentata; successivamente la frattura si è propagata ancora verso il basso per raggiungere quasi la base sud-orientale del cono. Infine, una piccola colata di lava è uscita da una sorgente sul medio fianco orientale del cono, raggiungendo una lunghezza di poche centinaia di metri (Fig. 1). Dopo le ore 22:20 GMT, l'attività esplosiva ha subito una generale diminuzione, segnalata anche dal sistema "Voldorad". Isolate esplosioni, a volte molto forti, sono continuate per tutta la notte e fino alla mattinata del 29 novembre 2013 (Fig. 6).

Fig. 6. Attività al NSEC dopo la conclusione dell'episodio parossistico del 28 novembre 2013, catturata in frames delle telecamere visive sulla Montagnola, quella ad alta sensitività (EMOH; frame a) e normale (EMOV). Si nota inoltre la colata di lava che si è espansa verso sud, passando fra i coni del Monte Frumento Supino e del 2002-2003, ancora incandescente nel frame (a) e visibile come una piccola striscia nera nella parte bassa sinistra in (b), (c) e (d). Si nota, negli ultimi due pannelli, l'emissione una volta di cenere scura (c) e in un'altra occasione, di vapore bianco (d).

Fig. 7. L'evoluzione del cono del NSEC è ben visibile in queste foto di paragone scattate da Tremestieri Etneo, 20 km a sud dal cratere, prima della ripresa dell'attività parossistica di febbraio 2013 (in alto: 23 gennaio 2013), e dopo il parossismo del 28 novembre 2013 (in basso: 29 novembre 2013). Foto riprese da Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

Alla prima luce del giorno 29 novembre 2013, era evidente la presenza di una profonda fenditura nel fianco sud-orientale del cono del NSEC, dalle cui pareti avvenivano frequenti crolli e che si estendeva fino alla base del cono. Il cono stesso era notevolmente cresciuto, soprattutto in corrispondenza dell'orlo settentrionale del cratere, che sembrava aver raggiunto o perfino superato l'altezza (3290 m) del vecchio cono del SEC (Fig. 7).

Sono state emesse quattro colate di lava, tre nel settore orientale (verso est-nordest, est e sud-est), raggiungendo lunghezze fra poche centinaia di metri e circa 1 km. Più estesa invece è stata la colata lavica diretta verso sud, che si è espansa sul pianoro alla base meridionale del cono del NSEC poco oltre il piccolo "cono dell'osservatorio" del 1971, ed è successivamente sceso sul terreno più ripido in direzione di Monte Frumento Supino, ad ovest della colata lavica del 11 novembre 2013. Questo flusso si è poi sovrapposto alla colata del 11 novembre passando fra i coni del Monte Frumento Supino e del 2002-2003, arrestandosi ad una quota di circa 2700 m.

Nelle sue linee generali, il parossismo del 28 novembre 2013 marca un ritorno verso una tipologia più simile a quella dei parossismi del 11 e 16-17 novembre: una durata di diverse ore, assenza (quasi o completa) di fontane di lava sostenute, però fortissime esplosioni stromboliane, spesso in forma di bolle di magma, creando violenti boati udibili a grandi distanze, e colate laviche più voluminose. La quantità di materiale piroclastico ricaduto sulle zone a nord-est del vulcano sembra essere inferiore rispetto a quella del 23 novembre, mostrando anche una granulometria più fine.

Sismologia

Come osservato nei precedenti episodi di fontana di lava, i segnali sismici ed infrasonici hanno mostrato significative variazioni durante l’attività esplosiva. Infatti, le ampiezze di tali segnali sono iniziate ad aumentare in modo repentino alle 15:00-16:00 GMT del 28 novembre (Fig. 8). I valori massimi di ampiezza sono stati registrati alle 20:30 GMT circa, in concomitanza con l’attività di fontana di lava.

Fig. 8. RMS del segnale sismico (linea blu) e infrasonico (linea rossa) acquisiti dalla stazione ECPN nella banda 0.5-5.5 Hz nel periodo 27 - 30 novembre 2013.

Tali ampiezze si sono ridotte gradualmente nel corso della notte, per portarsi poi, nella mattina del 29 novembre, a valori comparabili a quelli registrati prima dell’inizio dell’episodio di fontana di lava.

L’analisi degli eventi infrasonici ha evidenziato come anche durante il periodo 27-30 novembre 2013 siano state attive 3 differenti sorgenti infrasoniche (Fig. 9c,d,e): NEC, VOR/BN e NSEC. Il primo ha emesso segnali infrasonici specialmente prima dell’inizio dell’episodio di fontana di lava. La VOR/BN ha generato eventi infrasonici sia prima che dopo l’attività esplosiva. NSEC ha prodotto eventi infrasonici durante l’attività stromboliana e di fontana di lava. E’ anche evidente che eventi infrasonici di elevata ampiezza prodotti dal NSEC sono stati registrati dal pomeriggio del 28 fino alla mezzanotte circa (Fig. 9b).

Fig. 9. (a) Numero orario degli eventi infrasonici registrati nel periodo 27-30 novembre 2013. (b) Ampiezza picco-picco degli eventi infrasonici. (c,d) Longitudine e latitudine delle sorgenti degli eventi infrasonici. (e) Mappe del Mt. Etna con le localizzazioni degli eventi infrasonici (cerchi neri) nel periodo 27-30 novembre 2013. I raggi dei cerchi sono proporzionali al numero degli eventi infrasonici localizzati al centro del cerchio (vedi legenda nell’angolo in basso a destra delle mappe). Gli acronimi NEC, VOR/BN e NSEC indicano il Cratere di Nord-Est, la Voragine/Bocca Nuova e il nuovo Cratere di Sud-Est. Le linee rosse in (c,d) indicano le coordinate dei crateri sommitali (NEC, NSEC, VOR/BN) attivi dal punto di vista infrasonico durante il periodo 27-30 novembre 2013.

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