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Il parossismo dell'Etna del 16-17 novembre 2013

Fig. 1. Colata lavica in espansione sul pianoro dell'ex Torre del Filosofo, alla base meridionale del cono del Nuovo Cratere di Sud-Est (in fondo al centro destra), il mattino del 17 novembre 2013, visto dal cono del 2002-2003. La nuova lava si sta soprapponendo alle lave dei parossismi del 26 ottobre e del 11 novembre 2013, coprendo tuttavia una superficie molto inferiore alle lave precedenti. Sul fondo si vedono, a sinistra, la Bocca Nuova e al centro, il vecchio cono del Cratere di Sud-Est; si nota come la "sella" che finora separava il vecchio cono da quello nuovo, è stata quasi completamente riempita dai prodotti degli ultimi episodi parossistici. Foto ripresa da Marco Neri, INGV-Osservatorio Etneo.

Il terzo episodio parossistico in altrettante settimane all Nuovo Cratere di Sud-Est (NSEC) dell'Etna è avvenuto durante le prime ore del 17 novembre 2013. Si tratta del 16° episodio di questo tipo nell'anno 2013, portando il numero di episodi nella serie di parossismi iniziatasi a gennaio 2011 a 41. Diversamente dall'episodio del 11 novembre 2013, quello del giorno 17 è avvenuto in condizioni meterologiche molto favorevoli ad una continua e dettagliata osservazione visiva del fenomeno. Questo episodio, che è avvenuto meno di sei giorni dopo il parossismo precedente, è stato caratterizzato da violenta attività stromboliana e fontane di lava pulsanti, emissione di colate laviche verso sud, est-sudest e nord-est, e la formazione di una colonna eruttiva carica di materiale piroclastico, che è stata piegata dal vento verso nord-est. Come i suoi predecessori, questo episodio si è concluso con una lunga serie di forti esplosioni e boati udibili fino a decine di chilometri di distanza. Le colate di lava a sud (Fig. 1) e nord-est sono meno estese rispetto a quelle del parossismo del 11 novembre 2013.

Alcune riprese fatte durante l'attività del 16-17 novembre 2013 sono disponibili in un filmato su YouTube.

Preludio

Dopo la conclusione dell'attività parossistica del 11 novembre 2013, il NSEC non ha praticamente mai cessato di produrre modeste esplosioni stromboliane, a parte qualche intervallo di poche ore con attività molto ridotta. Tale attività stromboliana si è protratta durante tutto l'intervallo 11-16 novembre, e il materiale lanciato dalle esplosioni è largamente ricaduto dentro la depressione craterica (Fig. 2). Durante il mattino del 16 novembre,  l'attività ha cominciato ad intensificarsi, e contemporaneamente si è visto anche un aumento dell'ampiezza del tremore vulcanico.

Fig. 2. Una selezione di frames catturati dalla telecamera visiva ad alta sensitività dell'INGV-Osservatorio Etneo sulla Montagnola (EMOH), che mostrano la debole attività stromboliana al NSEC durante l'intervallo fra i due episodi parossistici del 11 e 17 novembre 2013.

Fig. 3. Attività stromboliana al NSEC alle ore 22:00 GMT (=ore locali -1) del 16 novembre 2013, vista da Trecastagni, sul versante SSE dell'Etna. Si nota la presenza di una densa nube di gas, senza presenza di quantità significative di cenere. Foto di Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

Parossismo

Nelle ore serali del 16 novembre, l'attività stromboliana si è gradualmente intensificata (Fig. 3), diventando progressivamente più continua, e lanciando materiale piroclastico incandescente fino a 100-150 m sopra l'orlo craterico. La fonte dell'attività era un'unica bocca posta al centro della depressione craterica. Dopo le ore 22:20 GMT (=ore locali -1) l'attività ha assunto il carattere di una fontana di lava pulsante, con getti alti 150-200 m. Poco prima delle ore 23:00 GMT, è comunciata un'abbondante ricaduta di materiale piroclastico grossolano sulla zona adiacente all'orlo occidentale del cratere, in corrispondenza della "sella" fra il vecchio e il nuovo cono del Cratere di Sud-Est (SEC). L'attività esplosiva continuava ad aumentare, e alle ore 23:05 GMT è avvenuta la prima in una serie di fortissime esplosioni che hanno espulso una notevole quantità di grandi bombe incandescenti in getti a ventaglio (Fig. 4 e 5), molte delle quali hanno superato il vecchio cono del SEC per cadere fino alla Voragine. In alcuni casi, per circa 10 secondi prima di una di queste esplosioni, l'attività al NSEC si è quasi completamente arrestata.

Fig. 4. Esplosione di una "bolla" di lava nel NSEC alle ore 23:05 GMT del 16 novembre 2013, ripresa dalla telecamera di sorveglianza visiva dell'INGV-Osservatorio Etneo sulla Montagnola (EMOV).

Fig. 5. Esplosioni di "bolle" di lava nel NSEC nella notte del 16-17 novembre 2013, ritrattate in frames estratti da video ripreso da Piano del Vescovo, sul versante sud-orientale dell'Etna, da Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

Intorno alle ore 23:20 GMT sull'orlo sud-occidentale del NSEC ha cominciato a formarsi un piccolo trabocco di lava, che si è lentamente espanso nella "sella" fra i due coni del SEC, dirigendosi verso sud e sovrapponendosi ai trabocchi dei parossismi del 26 ottobre e del 11 novembre. Frattanto, una colonna eruttiva largamente composta da vapore acqueo si stava alzando sopra l'Etna, raggiungendo un'altezza di alcuni chilometri; dopo le 00:30 GMT, il contenuto in materiale piroclastico (cenere e lapilli) è notevolmente aumentato (Fig. 6). L'attività eruttiva continuava ad aumentare, raggiungendo la fase di massima intensità dalle ore 00:45 alle ore 02:20 GMT, con getti di lava che hanno superato i 500-600 m in altezza. Continuavano ad esserci frequenti esplosioni molto violente, simili a quelle visibili nella Fig. 5, che hanno generato potenti boati.

Fig. 6. Colonna eruttiva alta diversi chilometri e illuminata dalla luna piena, vista dalla zona di Santa Venerina, sul versante sud-orientale dell'Etna, alle ore 02:05 GMT del 17 novembre 2013. Foto ripresa da Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

In questo intervallo si sono formate due piccole colate di lava, una, per trabocco, sul fianco orientale del cono del NSEC, e un'altra, alimentata da una bocca effusiva sull'alto fianco settentrionale del cono (Fig. 7). Queste colate si sono espanse poche centinaia di metri nel corso delle ore successive. Alle 02:20 GMT si osservava una prima rapida diminuzione del fenomeno, con significativa riduzione dell'altezza dei getti di lava e della quantità di materiale eruttato, ed alle 03:30 GMT si osservavano getti di lava alti alcune decine di metri con ricaduta di brandelli essenzialmente intorno al NCSE, mentre rimaneva consistente l'emissione di cenere. Tuttavia, sono ancora avvenute frequenti esplosioni molto forti (Fig. 7), che hanno generato forti boati udibili in zone abitate fino a diverse decine di chilometri di distanza.

Fig. 7. Forte esplosione al Nuovo Cratere di Sud-Est e colate laviche sui fianchi orientale (in primo piano) e settentrionale (a destra) alle ore 04:00 GMT (=ore locali -1); dietro il cratere sta tramontando la luna piena. Foto ripresa da Fornazzo, sul versante orientale dell'Etna, da Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

Fig. 8. Il cono del Nuovo Cratere di Sud-Est visto da est, 19 novembre 2013. Si nota, a destra, la nicchia di distacco formatasi per lo spostamento di un blocco dal basso fianco del cono per l'intrusione di magma proveniente dal condotto all'interno del cono, durante la fase finale dell'episodio parossistico del 17 novembre 2013, e la piccola colata di lava alimentata da una bocca in fondo alla nicchia di distacco. Più a sinistra si vede la colata di lava formatasi durante il parossismo per la tracimazione di lava dall'orlo craterico. Foto scattata da Turi Caggegi e pubblicata qui con gentile permesso dell'autore.

Fig. 9. La crescita del cono del NSEC durante l'anno in corso è evidente in questa serie di foto di paragone, scattate tutte dallo stesso luogo, a Tremestieri Etneo, sul fianco meridionale dell'Etna. Si nota in particolare la differenza fra la seconda e la terza immagine, che è il risultato di soli tre episodi parossistici mentre fra le prime due immagini sono avvenuti 13 episodi parossistici. Foto riprese da Boris Behncke, INGV-Osservatorio Etneo.

Alle 4:30 si è osservato un significativo decremento dell'attività eruttiva, ed alle 5:00 GMT rimaneva solo un debole fontanìo alla sommità del cono NCSE. Alle 5:35 GMT la fontana di lava è completamente cessata, ma è rimasta una vivace attività esplosiva intracraterica di tipo stromboliano all'interno del NCSE per tutta la giornata, e le colate attive sui fianchi del cono rimanevano ancora debolmente alimentate. La più voluminosa di queste colate si è espansa verso sud, sul pianoro alla base meridionale del cono, ricoprendo parzialmente le lave dei due parossismi precedenti senza però raggiungere una simile estensione areale.

Nella fase finale dell'episodio parossistico, dopo le ore 06:00, un'intrusione di magma ha perforato il fianco orientale del cono, spostando verso l'esterno un blocco del fianco; all'interfaccia fra questo blocco e la nicchia di distacco lasciata a monte del blocco, si è formata una bocca effusiva che ha alimentato una piccola colata di lava (Fig. 8). Questa colata di lava è rimasta attiva per diversi giorni dopo la cessazione dell'attività parossistica, raggiungendo una lunghezza di poche centinaia di metri.

Durante la giornata del 17 novembre 2013, permaneva una modesta attività stromboliana al NSEC, che in serata ha mostrato una nuova intensificazione; contemporaneamente si è osservato anche un cospicuo aumento dell'ampiezza del tremore vulcanico. In tarda serata, però, l'attività ha mostrato una rapida diminuzione, accompagnata da un abbassamento dell'ampiezza del tremore vulcanico, ed è cessata del tutto durante la notte.

Nelle sue linee generali, questo terzo episodio parossistico dell'autunno 2013 è stato simile ai suoi due predecessori: una durata di diverse ore, notevolmente più lunga di quella di quasi tutti i parossismi fra gennaio 2011 e aprile 2013; un'attività di fontana di lava non continuamente sostenuta e sostanzialmente pulsante, con getti alti non oltre 600-700 m; attività eruttiva da una o due bocche poste all'interno del cratere; emissione di lava sia per tracimazione dal cratere sia da bocche effusive poste sui fianchi orientale e settentrionale del cono; generazione di una nube carica di materiale piroclastico. Il deposito di ricaduta piroclastica si è distribuito sul fianco orientale del vulcano, ed è più abbondante e grossolano rispetto a quelli dei due episodo precedenti (vedi rapporto sul deposito piroclastico). In termini di volume di lava, questo episodio più recente è stato molto inferiore a quelli precedenti; la colata più significativa, verso sud, si è espansa poco oltre 1 km dalla sua fonte, mentre le altre due colate si sono assestate a poche centinaia di metri dalle loro fonti.

E' stata invece notevole la crescita del cono del NSEC durante il parossismo del 17 novembre (Fig. 9), che lo ha portato ad un'altezza poco inferiore a quella del vecchio cono (3290 m); si nota inoltre la quasi completa scomparsa della "sella" fra i due coni.

Sismologia

Anche la fontana di lava del 16-17 novembre 2013 è stata caratterizzata da importanti variazioni nei parametri sismici monitorati in continuo dalle reti strumentali. L’ampiezza del tremore vulcanico è iniziata ad aumentare durante il 16 novembre (linea blu in Fig. 10).

Fig. 10. RMS del segnale sismico (linea blu) e infrasonico (linea rossa) acquisiti dalla stazione EMFO nella banda 0.5-5.5 Hz nel periodo 14 - 17 novembre 2013.

I valori massimi di ampiezza del tremore vulcanico sono stati registrati alle 02:00 GMT circa del 17 novembre, durante l’attività di fontana di lava.

L'attività eruttiva è stata accompagnata anche da variazioni nei segnali infrasonici emessi dal vulcano. Infatti, come si può notare dalla Fig. 10 (linea rossa), l’episodio parossistico è stato caratterizzato da un aumento dell’ampiezza del segnale infrasonico, simile all’aumento dell’ampiezza del segnale sismico, legato all’emissione di eventi infrasonici e tremore infrasonico dai crateri sommitali. Nel periodo 14-17 novembre i crateri sommitali che hanno generato segnali infrasonici sono stati Voragine/Bocca Nuova, Cratere di Nord-Est e il nuovo Cratere di Sud-Est (Fig. 11). Quest’ultimo, ha prodotto eventi infrasonici specialmente durante il periodo 16-17 novembre.

Fig. 11. (a,b) Longitudine e latitudine delle sorgenti degli eventi infrasonici. (c) Mappe del Mt. Etna con le localizzazioni degli eventi infrasonici (cerchi neri) durante 4 giorni dal 14 al 17 novembre 2013. I raggi dei cerchi sono proporzionali al numero degli eventi infrasonici localizzati al centro del cerchio (vedi legenda nell’angolo in basso a destra delle mappe). Le linee rosse in (a,b) indicano le coordinate di tre dei crateri sommitali (NEC, NSEC, VOR).

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