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Aggiornamento Etna e Stromboli, 15 gennaio 2013

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Fig. 1. Attività stromboliana alla Bocca Nuova nella serata del 12 gennaio 2013, vista da Tremestieri Etneo. Le bombe incandescenti superano nettamente l'orlo craterico. A destra si vede il (vecchio) cono del Cratere di Sud-Est. Foto ripresa da Boris Behncke (INGV-OE)

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Fig. 2. Questi frames estratti da video registrato dalla telecamera di sorveglianza dell'INGV-Osservatorio Etneo (Catania) sulla Montagnola visibile ad alta sensibilità (EMOH), la sera del 14 gennaio 2013 (in alto), nel momento di un'esplosione particolarmente forte, e la mattina del 15 gennaio 2013 (in basso), poco prima della cessazione dell'attività stromboliana, quando gli ultimi bagliori illuminavano le nuvole intorno alla sommità dell'Etna.

Etna: cessazione dell'attività alla Bocca Nuova. L'intensa attività stromboliana all'interno della Bocca Nuova dell'Etna, iniziatasi la mattina del 10 gennaio 2013, è continuata per cinque giorni per esaurirsi nelle ore mattutine del 15 gennaio. Nelle ore notturne degli ultimi giorni, in condizioni di buona visibilità, l'attività è stata ben visibile dai centri abitati intorno al vulcano (Fig. 1); spesso i lanci di bombe incandescenti superavano l'orlo craterico di molte decine di metri. Nella serata del 14 gennaio, l'attività era particolarmente intensa, con getti che hanno raggiunto fino a 100 m sopra l'orlo craterico (Fig. 2 in alto). Nelle prime ore del 15 gennaio, la telecamera di sorveglianza visiva ad alta sensibilità dell'INGV-Osservatorio Etneo sulla Montagnola (EMOH) ha continuato a registrare una vivace attività; nonostante l'arrivo di una copertura nuvolosa si sono registrati forti bagliori fino alle ore 04:00 GMT (=ore locali -1) circa (Fig. 2 in basso).

Questo nuovo episodio di attività eruttiva intracraterica della Bocca Nuova è stato, nelle sue caratteristiche generali, molto simile a quelli avvenuti fra luglio e ottobre 2012, con attività stromboliana da una singola bocca posta alla base sud-orientale della parete craterica. Anche se non è stato possibile effettuare osservazioni dirette dall'orlo craterico, è quasi certo che l'attività stromboliana sia stata accompagnata dall'emissione di lava sul fondo craterico, come negli episodi precedenti.

Stromboli: continuano i trabocchi lavici dalla terrazza craterica. Negli ultimi giorni si sono susseguiti ripetuti trabocchi lavici dalla terrazza craterica dello Stromboli, con caratteristiche simili ai trabocchi precedenti (vedi aggiornamento del 10 gennaio 2013). Dopo alcuni giorni con piccole sbavature di lava dall'orlo nord-orientale della bocca più settentrionale sulla terrazza craterica, un nuovo trabocco più voluminoso ha avuto inizio nelle ore mattutine del 12 gennaio (Fig. 3 in alto) ed ha raggiunto la linea di costa in poche ore.

Durante la tarda mattinata, si sono osservate numerose frane, generate dallo scivolamento e rotolamento di materiale sciolto ed instabile sulla ripida parete della Sciara del Fuoco, misto con frammenti di lava ancora calda.

Fig. 3. Immagini riprese durante il 12 gennaio 2013 dalla telecamera visibile a quota 400 sullo Stromboli (SQV). I due frames in alto mostrano l'evoluzione iniziale di un nuovo trabocco lavico dalla terrazza craterica all'alba, accompagnate da una quasi continua attività di spattering da una bocca posta nella parte settentrionale della terrazza craterica nonché esplosioni da due altre bocche nelle parti nord e sud della stessa terrazza craterica. Le immagini al centro mostrano le dense nubi di vapore e cenere vulcanica generate dalla più grande frana avvenuta nella tarda mattinata; si nota una fitta cortina di cenere in ricaduta nell'immagine a destra. I frames in basso mostrano l'attività eruttiva nel tardo pomeriggio, con intensa attività stromboliana e sviluppo di un piccolo trabocco lavico lungo poche decine di metri.

Un evento franoso maggiore, iniziato alle ore 11:10 GMT, ha prodotto una densa e scura nube di vapore e cenere che saliva dalla parte bassa della Sciara e veniva spinta dal vento sulla sommità del vulcano, oscurando le immagini trasmesse dalla telecamera di sorveglianza visiva posta a quota 400 dell'INGV-Osservatorio Etneo (Fig. 3 al centro). La nube di cenere e vapore è stata osservata e fotografata da numerosi testimoni nel centro abitato di Stromboli. Questo fenomeno è coinciso con un repentino aumento dell’ampiezza del tremore vulcanico registrato da tutte le stazioni simiche dell’INGV sull’isola per circa 16 min, ma non ha avuto riscontro con nessuna significativa variazione dell’attività eruttiva, almeno dalle bocche settentrionali della terrazza craterica. L’intensa emissione di vapore che ha prodotto una nuvola carica di particelle di materiale frammentato vulcanico, è stata prodotta dal repentino collasso in mare di una consistente porzione della colata lavica ancora calda, come si è potuto costatare anche durante una ricognizione aerea sulla Sciara del Fuoco (Fig. 4) effettuata nella mattina del 13 gennaio.

Fig. 4. La Sciara del Fuoco dello Stromboli ripresa durante il sorvolo della mattina del 13 gennaio 2013, si nota la fascia più chiara oggetto del fenomeno franoso del 12 gennaio 2013. Foto ripresa da Mauro Coltelli (INGV-OE)

Dopo l'evento franoso maggiore, ha continuato una vivace attività stromboliana sulla terrazza craterica, e all'imbrunire si è osservato un piccolissimo flusso lavico nella parte alta della Sciara del Fuoco (Fig. 3 in basso), che si è esaurito nella tarda serata dello stesso 12 gennaio.

Nella tarda serata del 13 gennaio, ha avuto inizio un nuovo trabocco lavico verso nord-ovest (Fig. 5), che è continuato in maniera pulsante durante la notte, intensificandosi notevolmente dopo le ore 03:30 GMT del 14 gennaio.

Fig. 5. Sviluppo di un nuovo trabocco lavico nella tarda serata del 13 gennaio 2013, ripresa dalla telecamera visibile a quota 400 sullo Stromboli (SQV). Nell'immagine a sinistra si nota il rotolamento di blocchi incandescenti dal fronte di una piccola colata lavica; nell'immagine a destra la colata lavica ha raggiunto la parte media-alta della Sciara del Fuoco

Intorno alle ore 04:20 GMT del 14 gennaio, ha cominciato a formarsi un secondo flusso lavico accanto a quello già attivo, più a nord, raggiungendo una lunghezza di circa 100 m (Fig. 6 in alto a sinistra); dopo un'ora questo flusso non era più alimentato e in raffreddamento. Tuttavia, il primo flusso continuava la sua discesa senza variazioni di rilievo, e intorno alle ore 06:20 GMT una nuova tracimazione ha cominciato sulle tracce della colatina delle ore 04:20 GMT. Questa volta il flusso era più copioso, formando una colata a forma di ventaglio (Fig. 6 in alto a destra), che è rapidamente scesa accanto a quella già attiva dalla sera precedente. Durante la giornata, l'interazione fra il materiale caldo della colata e l'acqua del mare ha generato dense nubi di vapore, frammiste con cenere sollevata da numerose piccole frane; questi fenomeni erano particolarmente accentuati nel primo pomeriggio. All'imbrunire, erano attivi tre flussi lavici nella parte alta della Sciara del Fuoco (Fig. 6 in basso a sinistra); questi si erano ridotti a una singola colata lavica nella tarda serata (Fig. 6 in basso a destra).

Fig. 6. Attività effusiva del 14 gennaio 2013, ripresa dalla telecamera visibile a quota 400 sullo Stromboli (SQV) durante la mattinata (i due frames in alto), nel tardo pomeriggio (in basso a sinistra) e la sera (in basso a destra).

All'alba del 15 gennaio era attivo solo trabocco di modesta entità (Fig. 7 a sinistra), però nel primo pomeriggio il tasso effusivo è nuovamente aumentato, alimentando una colata ben visibile al tramonto (Fig. 7 a destra).

Fig. 7. Attività effusiva del 15 gennaio 2013, ripresa dalla telecamera visibile a quota 400 sullo Stromboli (SQV) durante la mattinata (a sinistra) e nel tardo pomeriggio (a destra).

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