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Stromboli ha una superficie di 12.2 km2, si eleva fino ai 924 m s.l.m. di Vancori, partendo dal basamento metamorfico posto ad una profondità di circa 2000 m. La sua morfologia, ricordata anche dall’antico nome greco "Strongyle" che significa rotonda, è molto semplice, costituendo il prodotto del susseguirsi di vari cicli vulcanici di uno stesso edificio centrale. Stromboli, in realtà, ha una forma leggermente allungata in direzione NE, verso l’isolotto di Strombolicchio, un neck eccentrico posto a circa due km dall’isola principale (Rosi, 1980). Sul versante settentrionale è presente una struttura di collasso chiamata Sciara del Fuoco riconoscibile fino ad una profondità di circa 1700 m sotto il livello marino (Romagnoli et al. 1993). Questa struttura raccoglie i materiali piroclastici e lavici eruttati dai crateri sommitali.

L’attività visibile più antica (circa 200 ka) si trova a Strombolicchio (Gillot e Keller, 1993), mentre quella di Stromboli è più giovane di circa 100.000 anni. L’attività attuale è legata a tre bocche poste su una terrazza alla quota di 750 m s.l.m. a NO di Pizzo sopra la Fossa. L’attività tipica è quella stromboliana, con rare effusioni laviche e sporadiche colate piroclastiche, lahar e nubi ardenti (Barberi et al. 1993).

La geologia dell’isola è stata oggetto di numerosi studi finalizzati alla ricostruzione spazio-temporale degli eventi vulcanici (Rosi, 1980, Francalanci et al. 1986, Francalanci et al. 1989, Hornig-Kjarsgaard et al. 1993, Gillot e Keller , 1993, Keller et al. 1993 e Pasquarè et al. 1993). Vari autori concordano nel dividere l’attività dell’isola in cinque periodi principali: Strombolicchio, Paleostromboli, Vancori, Neostromboli e Stromboli Recente (carta geologica cliccabile dell’isola).

Periodo I - É rappresentato dalle vulcaniti del neck di Strombolicchio alto 49 m, datato 204 ka (Gillot e Keller, 1993) e costituito da dicchi, brecce e lave.

Periodo II - Comprende i prodotti più antichi dell’isola di Stromboli (Paleostromboli I) che hanno formato uno stratocono alto circa 400 m; la sua attività è iniziata circa 85 ka fa nel settore meridionale dell’isola, con l’emissione di colate laviche e piroclastiti da ricaduta, freatomagmatiche e lahar. Il ciclo è stato chiuso da un collasso calderico (64 ka).

Periodo III - Paleostromboli II ha iniziato la sua attività nella stessa area di Paleostromboli I, circa 64 ka (datazioni K/Ar Gillot e Keller, 1993) riempiendo la caldera formatasi al termine di Paleostromboli I, con le lave basiche e le scorie dell’unità di Rina Inferiore (Hornig-Kjarsgaard et al. 1993) e con le successive lave e scorie dell’Omo dove è facile rinvenire xenoliti magmatici e quarzosi.

Periodo IV - Paleostromboli III riprende i caratteri marcatamente più esplosivi di Paleostromboli I, con l’emissione (circa 35 ka) delle piroclastiti del Vallone di Rina e di quelle di Malo Passo e poi di colate laviche (Hornig, 1984). La sequenza è terminata con la messa in posto delle Piroclastiti di Cavoni e delle brecce esplosive del centro di Malo Passo.

Periodo V - Nel settore nordorientale dell’isola, in discordanza angolare con i prodotti di Paleostromboli I e II, sono state messe in posto le piroclastiti di Scari (Hornig-Kjarsgaard et al. 1993), un complesso piroclastico con intercalate piccole colate laviche, ricollegabile ad un centro esterno al più grande Paleostromboli. La presenza all’interno della serie di Scari del marker regionale chiamato " Ischia Layer", una cinerite ocra ricollegabile, probabilmente, all’eruzione del Tufo Verde del M. Epomeo sull’isola di Ischia (Morche, 1988), lo fa ritenere coevo rispetto (35 ka fa). La sequenza stratigrafica è chiusa da depositi freatomagmatici poggianti su coltri lapillose.

Periodo VI - Alla fine dell’attività di Paleostromboli III, una grande caldera sommitale occupava l’area craterica (Rosi, 1980). Circa 26 ka fa, le lave basiche del centro di Vancori, hanno iniziato a fluire all’interno della depressione, riempiendola parzialmente, a causa del perdurare dei processi di subsidenza. Le ultime lave emesse, hanno ricoperto tutta l’area sommitale e oggi affiorano presso i Vancori e presso Frontone; e, costituiscono la cima dell’attuale vulcano (924 m s.l.m.). Un nuovo evento vulcano-tettonico ha interessato successivamente l’edificio, innescando un collasso dell’intera porzione occidentale e settentrionale del vulcano, accompagnato dall’emissione della breccia di Frontone.

Periodo VII - Leggermente al di sotto della cima di Vancori, si è formato, circa 13 ka fa, il cono di Neostromboli. L’attività di questo centro ha prodotto effusioni laviche su tutto il fianco occidentale (Vallonazzo, Timpone del Fuoco, Nel Cannestrà, Punta Labronzo).

Periodo VIII - Circa 6 ka fa, dopo un grande collasso che ha interessato il fianco occidentale formando la Sciara del Fuoco, è iniziata l’attività della Sciara, o Stromboli Attuale; una serie di dicchi affioranti lungo le rimanenze dei depositi del Neostromboli segnalano le linee di debolezza strutturale lungo le quali il magma è andato ad infiltrarsi. I prodotti sono rappresentati dalle lave del centro periferico di S. Bartolo, dalle cineriti del cono di Pizzo sopra La Fossa (918 m), dalle lave della Fossetta e dalle lave e piroclastiti della Sciara.

 


Bibliografia

Barberi, F., Rosi M. and Sodi A. (1993): Volcanic hazard assessment at Stromboli based on review of historical data., Acta Vulcanologica, 3, 173-187.

Francalanci, L., Manetti P. and Peccerillo A. (1986): Evoluzione vulcanologica e magmatologica dell’isola di Stromboli. Bollettino G.N.V., 1986, 261-282.

Francalanci, L., Manetti P. and Peccerillo A (1989): Volcanological and magmatological evolution of Stromboli volcano (aeolian Islands): the role of fractional crystallization, magma mixing, crustal contamination and source heterogeneity. Bulletin of Volcanology, 51, 355-378.

Gillot, P.Y. and Keller J. (1993): Age dating of Stromboli. Acta Vulcanologica, 3, 69-77.

Hornig, I. (1984): Vulkanologische Kartierung von West-Stromboli (Äolische Inseln/Italien). Laurea thesis, University of Freiburg.

Hornig-Kjarsgaard, I., Keller J., Koberski U., Stadlbauer E., Francalanci L. and Lenhart R. (1993): Geology, stratigraphy and volcanological evolution of the island of Stromboli, Aeolian arc, Italy. Acta Vulcanologica, 3, 21-68.

Keller, J., Hornig-Kjarsgaard I., Koberski U., Stadlbauer E., Francalanci L. and Lenhart R. (1993): Geological Map of the Island of Stromboli. Acta Vulcanologica.

Morche, W. (1988): Tephrochronologie der Äolischen Inseln. Laurea thesis, University of Freiburg.

Pasquarè, G., Francalanci L., Garduno V.H. and Tibaldi A. (1993): Structure and geologic evolution of the Stromboli volcano, Aeolian Islands, Italy. Acta Vulcanologica, 3, 79-89.

Romagnoli, C., Kokelaar P., Rossi P.L. and Sodi A. (1993): The submarine extension of Sciara del Fuoco feature (Stromboli isl.): morphologic characterization. Acta Vulcanologica, 3, 91-98.

Rosi, M. (1980): The island of Stromboli. Rendiconti della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia, 36, 345-368.


Testo di Vittorio Zanon ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. )

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