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Rete Sismica Permanente

La Rete Sismica Nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che controlla l'intera superficie dell'Italia, ad oggi presenta più di cento stazioni distribuite sull'intero territorio nazionale. Tuttavia, nelle aree a maggior rischio sismico e vulcanico il numero di stazioni sismiche aumenta considerevolmente. Rete Sismica Permanente INGV-CTLa Rete Sismica Permanente della Sicilia Orientale (RSP) è costituita da circa 90 stazioni, ubicate in un'area compresa tra l'Arcipelago Eoliano e l'altipiano Ibleo e circa il 50% di esse sono installate nella sola area del Mt. Etna.

A partire dal 2003, un processo di rinnovamento tecnologico e potenziamento ha portato la RSP ad essere dotata delle più moderne strumentazioni a tecnologia digitale, di sensori sismici a larga banda e di un sistema di trasmissioni ibrido (via radio, via cavo e satellitare) che consente un trasferimento numerico ad alta dinamica dei dati.

Attualmente la RSP è costituita da stazioni sia di tipo analogico con sensore a tre componenti a corto periodo (circa 23 siti) che da stazioni a tecnologia digitale con sensore a tre componenti a larga banda (44 siti).

Tutti i segnali delle stazioni remote vengono trasmessi, in real-time / near real-time, al Centro di Acquisizione Dati Sismici di Catania dove i segnali vengono registrati in continuo, in formato digitale, ed analizzati sia automaticamente in real-time e successivamente in modalità off-line da personale specializzato.
Una linea dedicata ed una connessione wireless assicurano il trasferimento continuo dei dati alla Sala Operativa della Sezione di Catania ubicata presso la sede di di P.zza Roma dove vengono svolte le attività di sorveglianza h24.

Nella sua configurazione attuale la RSP consente di estendere la capacità di rilevamento degli eventi sismici alle scosse di più piccola magnitudo che sfuggono al controllo della Rete Sismica Nazionale, progettata e realizzata per il controllo dell'intero territorio italiano. La RSP della Sicilia Orientale risulta, pertanto, di fondamentale importanza per la sorveglianza sismica e la ricerca nelle aree tettoniche e sui vulcani attivi siciliani, ed è indispensabile ai fini di una più accurata valutazione del rischio sismico in una fascia di territorio, quale quello della Sicilia orientale, in cui si sono verificati, nel passato anche recente, forti e disastrosi terremoti.

Nel caso di emergenze sismiche, anche in zone ubicate al di fuori della RSP, la Sezione di Catania dispone di una Rete Sismica Mobile (RSM) di pronto intervento costituita da 8 stazioni mobili e di un mezzo di trasporto per l'acquisizione centralizzata dei dati.

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