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I TERREMOTI più forti di tutta la regione e dell’intero territorio italiano avvengono in questa zona. Quì si sono verificati gli eventi sismici del 1169 e 1693, con epicentro lungo la fascia costiera tra Siracusa e Catania, che hanno provocato distruzioni nell’area iblea e nel catanese, e quello del 1908, con epicentro nello Stretto di Messina, che ha provocato ampie devastazioni nella Sicilia nord-orientale e nella Calabria meridionale.

In entrambe le aree si sviluppano importanti sistemi di faglie attive capaci di generare terremoti di MAGNITUDO SUPERIORE A 7 che fortunatamente avvengono raramente, cioè con periodi di ritorno di alcune centinaia di anni.

28 dicembre 1908, intensità massima = XI° MCS
Un violentissimo terremoto si verificò nella zona dello Stretto di Messina, causando la distruzione totale di Reggio Calabria e devastazioni gravissime a Messina e località limitrofe.
Crolli e danni molto gravi si verificarono anche nei centri dei Peloritani e del versante settentrionale dell'Etna, mentre furono più leggeri negli Iblei ed in Sicilia centrale.

Le vittime furono 80.000, di cui 60.000 nel solo capoluogo peloritano.
Variazioni della linea di costa furono osservate nell'area dello stretto ed alte onde di maremoto (tsunami) si abbatterono sulla costa tra Messina e Taormina provocando ulteriori distruzioni e vittime (circa 2.000).


Messina: distruzioni del terremoto del 1908

11 gennaio 1693, intensità massima = XI° MCS
In due riprese, il 9 e 11 gennaio (di magnitudo rispettivamente 6.0 e 7.1), il terremoto colpì un territorio vastissimo della Sicilia. Gli effetti furono catastrofici in circa 40 località della Val di Noto. I danni si estesero sino a Palermo, alla Calabria meridionale ed a Malta; la scossa principale fu fortemente avvertita anche a Trapani, in Calabria settentrionale ed in Tunisia.
Catania fu totalmente distrutta, così come la maggior parte delle località del versante orientale dell'Etna e degli Iblei; Siracusa e Ragusa ebbero gravissimi danni.

Le vittime del terremoto furono circa 60.000, di cui 12.000 solo a Catania. Molte località furono ricostruite in sito diverso. Ci furono forti sconvolgimenti del suolo in un'area molto vasta e si osservarono effetti di maremoto (onde di tsunami) su tutta la costa orientale dell’isola tra Messina a Siracusa. Il periodo sismico si protrasse per 2 anni.


Noto Antica (SR): resti del castello distrutto dai terremoti del 1693 (foto a sinistra)
Catania: raffigurazioni della città prima della grande eruzione del 1669 e dopo la riedificazione agli inizi del Settecento

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