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La complessità dei fenomeni legati al vulcanismo ed alla sismogenesi impone un approccio multi-disciplinare al problema della valutazione dello stato fisico di questi sistemi geologici.

Un moderno dispositivo di monitoraggio consente la tempestiva valutazione dello scenario fenomenologico portando un significativo contributo alla ricerca scientifica ed alle attività di protezione civile, soprattutto nel campo della riduzione dei rischi.
Per svolgere nel migliore dei modi questa attività sono state coinvolte tutte le professionalità disponibili presso la Sezione di Catania nel campo del monitoraggio delle aree sismiche e vulcaniche, nella certezza che un'azione sinergica porti innegabili vantaggi alla ricerca ed alla sorveglianza.

I sistemi di monitoraggio delle aree sismogenetiche e dei vulcani attivi rappresentati dall'insieme di sofisticati strumenti (sismici, video, geodetici, gravimetrici, geochimica, petrologici e geomagnetici) distribuiti sul territorio per acquisire le informazioni sullo stato dell'attività geodinamica in queste aree, costituiscono il fondamento della ricerca scientifica dell'INGV-CT.
Dalla qualità e dall'efficienza di questi sistemi deriva direttamente la capacità di riconoscere le variazioni significative che hanno ricadute sul territorio e sulla popolazione.
Pertanto, i dati raccolti costituiscono la base delle conoscenze per la definizione dello stato attuale e per la modellizzazione del comportamento futuro dei sistemi vulcanici e sismogenetici.

La sorveglianza sismica della Sicilia orientale ha l'obiettivo di conseguire una più approfondita conoscenza dell'ubicazione delle potenziali sorgenti sismiche e dei relativi tempi e modalità di rilascio dell'energia. Con questi obiettivi, si prevede di:

  • effettuare studi approfonditi della sismicità storica e strumentale;
  • utilizzare sistemi di monitoraggio strumentale (realizzati mediante la gestione di reti permanenti di sensori nonché con la periodica esecuzione di campagne di misura), atti a porre in evidenza eventuali elementi che intervengano a modificare lo stato tensionale della crosta
  • predisporre modelli numerici che rappresentino lo stato tenso-deformativo della crosta e ne illustrino la possibile evoluzione.

 

Per la sorveglianza delle aree di vulcanismo attivo della Sicilia (Etna, Arcipelago delle Isole Eolie, Canale di Sicilia), si prevede di:

  • eseguire studi approfonditi delle manifestazioni vulcaniche del passato e dei meccanismi eruttivi che ne sono all'origine;
  • utilizzare sistemi di monitoraggio strumentale (realizzati mediante la gestione di reti permanenti di sensori nonché con la periodica esecuzione di campagne di misura), atti a porre in evidenza eventuali elementi che intervengano a modificare lo stato di attività dei diversi vulcani;
  • predisporre modelli numerici interpretativi dei processi di intrusione, risalita ed eruzione dei magmi, provvedendo al loro continuo aggiornamento.
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